ITA

L’ incontro con l’azienda Giovanardi s.p.a., che si occupa della realizzazione dei componenti del monumento, è stato un passaggio fondamentale nello sviluppo di questo progetto.

L’azienda si è dimostrata subito interessata al progetto e si è stabilito un dialogo proficuo che ha portato all’elaborazione di una prima serie di prototipi su alcuni miei disegni iniziali. 

Questi prototipi mi hanno permesso di sviluppare l’idea iniziale di chiodo approdando a una nuova forma.

Grazie al know how della Giovanardi s.p.a. e alle proposte fattemi ho potuto vedere l’oggetto iniziale sotto una nuova veste: non più un chiodo ma un’efflorescenza, un bulbo, un fiore da piantare a terra e di cui è visibile solo una piccola parte, il resto è conficcato e nascosto nel terreno.

C’è stato un passaggio fondamentale: passare dall’idea di “piantare” un chiodo a quella di “piantare” un fiore: il medesimo verbo ma con due accezioni diverse, direi antitetiche. 

La prima: un’azione violenta e aggressiva, presa di possesso di un territorio. La seconda: un’azione rigenerante e fertile, che moltiplica il senso dell’azione stessa. 

Ne è seguita una ricerca sui fiori e le loro simbologie per approdare al cardo, la cui forma e significato raccolgono e racchiudono in pieno il senso del mio intervento.

Un’antica leggenda tedesca racconta che nel luogo dove era stato commesso un omicidio ogni giorno a mezzogiorno sarebbe cresciuto un cardo dalla forma che ricordava una persona e, non appena il cardo ne avesse assunto la forma completa con braccia, gambe e dodici teste umane, sarebbe scomparso. Un giorno un pastore con un bastone passò a mezzogiorno nel luogo dove cresceva il cardo ed il suo bastone si carbonizzò ed il braccio che reggeva il bastone si paralizzò. La simbologia cui allude questo racconto fa assumere al cardo il significato del sole, come avviene in molte altre leggende dell’Est Europa per le quali il cardo mariano è una pianta solare.

ENG

The meeting with the company Giovanardi s.p.a., which deals with the realization of the components of the monument, was a fundamental step in the development of this project.
The company was immediately interested in the project and a productive dialogue was established which led to the elaboration of a first series of prototypes on some of my initial drawings.
These prototypes allowed me to develop the initial idea of a nail and arrive at a new shape.
Thanks to the
know how of Giovanardi s.p.a. and the proposals made to me, I was able to see the initial object under a new shape: no longer a nail but an efflorescence, a bulb, a flower to be planted on the ground and of which only a small part is visible, the rest is stuck and hidden in the ground.
There was a fundamental passage: from the idea of "planting" a nail to that of "planting" a flower: the same verb but with two different meanings, I would say antithetical.
The first: a violent and aggressive action, taking possession of a territory. The second: a regenerating and fertile action, which multiplies the sense of the action itself.
This was followed by a research on flowers and their symbologies to arrive at the thistle, whose form and meaning gather and enclose in full the sense of my intervention.

An ancient German legend tells that in the place where a murder had been committed every day at noon a thistle would grow in the shape that resembled a person and, as soon as the thistle had taken the complete form with arms, legs and twelve human heads, it would disappear. One day a shepherd with a stick passed by at noon at the place where the thistle grew and his stick burned and the arm holding the stick became paralyzed. The symbolism to which this story alludes makes the thistle take on the meaning of the sun, as it happens in many other legends of Eastern Europe for which the thistle is a solar plant.