ITA

Come vorrei che fosse un monumento?

1:

Quando penso a un monumento immagino una forma mobile nel tempo e nello spazio. Un organismo vivo e, come tale, soggetto allo scorrere del tempo, al cambiamento e al deperimento.
Penso a una forma in grado di flettersi a diverse letture, età e forme di pensiero. Penso al monumento come a un luogo in costruzione, territorio di passaggio e di trasformazione. 

 

2:

Il monumento occupa molto spazio e si lascia guardare.
Lo sguardo dell’osservatore però si abitua e si stanca facilmente, trasformando lo stupore e attenzione iniziale in assuefazione e abitudine.
Il monumento dovrebbe vivere in una dimensione di limite tra ciò che si palesa alla vista e ciò che invece va cercato e scoperto, creando un costante inciampo nel quotidiano. Qualcosa che desti l’attenzione, che brilli fortissimo per un attimo, per poi scomparire e riapparire di nuovo, come un lampo.


Il mio intervento che parte da un fatto storico preciso, identificabile e collocabile nel tempo, intende attivare un processo di immaginazione nell’osservatore.
L’intenzione è di costruire un percorso in un luogo fisico ben definito che generi processi immaginativi nella mente del fruitore, senza imporre un'unica  direzione di lettura ma offrendone molteplici. 
Un intervento ambientale che disegni una forma nello spazio e che con questo entri in relazione trasformandone il profilo e la percezione.

La linea dorata a cui penso è fatta di punti.
Ogni punto simboleggia un giorno non vissuto della vita di Anna, dal giorno della sua morte a oggi. Ogni punto, una piccola semisfera dorata di 4 cm di diametro, è la sommità di un elemento cuneiforme che verrà infilato nel terreno lungo tutto il percorso. Giorno dopo giorno si sta formando una costellazione mossa e irregolare che corre lungo la mulattiera che collega Sant'Anna di Stazzema a Valdicastello.

Dove:

Nel 1944 le uniche vie d’accesso al paese erano alcune mulattiere: sentieri dispersi nella boscaglia, di non semplice identificazione. Erano percorsi battuti dagli abitanti del paese e dai rifugiati che avevano scelto S.Anna per la sua estraneità geografica ai luoghi del conflitto, eleggendo a luogo sicuro questo grappolo di case attaccate alla costa del monte.
Nella notte del 12 agosto 1944 quattro di queste mulattiere vennero percorse dalla XVI divisione SS Reichsführer. Un’incursione rapida e inaspettata che portò alla morte di 560 civili nel giro di poche ore.

Come:
Quelle mulattiere sono state percorse dalle truppe naziste con un movimento preciso:
ascensionale (dal basso verso l’alto) di morte.
Un raggelamento, un blocco gelato = ghiaccio.

Il monumento vivrà di un movimento opposto:
discensionale (dall’alto al basso). Uno scioglimento, come la via seguita da un corso d’acqua che porta vita nella sua discesa a valle = acqua.

Come se il ghiaccio portato quella notte ora fosse in grado di sciogliersi e scendere a valle, trasformato in un rivolo d’acqua che percorre quell’unica strada in modo irregolare, trovando il suo percorso tra le pieghe del sentiero.
Il monumento sarà generato da una corrente calda, un fiato che scalderà quel ghiaccio fino a scioglierlo. Il monumento brillerà di punti dorati come stelle.
Come fosse un ruscello o una costellazione unica e continua fatta di punti. Una nebulosa dorata dispersa nel terreno del bosco, tra le pietre. Bagliori luminosi, punti di riferimento come le stelle per il viaggiatore.

Quando:

Dal giorno dell’eccidio al giorno della sua inaugurazione, 25 aprile 2018, sono trascorsi 26.919 giorni.

 

Un monumento fatto di 26.919 punti. Una nebulosa che si dipana  per chilometri.

 

Ma il monumento non si è fermato al 25 aprile 2018. Ogni anno verranno piantati altri 365 punti, uno per ogni giorno trascorso nel frattempo. Così la macchia d'oro sta crescendo grazie a tutti coloro che hanno già preso parte alla sua generazione. Un modo per dare ancora vita all'esistenza di Anna e a tutte quelle delle persone che l’hanno accompagnata.

Anna - Monumento all’Attenzione si sta sviluppando in maniera autonoma e all’interno del laboratorio per le scuole Anna e Anna, il valore della libertà proposto dal Museo Storico di Sant’Anna di Stazzema. La Seconda Guerra Mondiale viene raccontata attraverso gli occhi di due esistenze lontane ma contigue, Anne Frank e Anna Pardini, permettendo agli studenti del laboratorio di contribuire direttamente alla costruzione di Anna - Monumento all’Attenzione e di dare vita a un diario visivo.

ENG

How would I like it to be a monument?

1:
When I think of a monument, I imagine a mobile form in time and space. A living organism and, as such, subjected to the passing of time, change and decay.
I think of a form capable of adapting to different readings, ages and thought. I think of the monument as a place under construction, a territory of passage and transformation.

2:
The monument takes up a lot of space and allows itself to be watched.
The observer's look, however, gets used to it and gets tired easily, transforming the initial amazement and attention into habit.

The monument should live in a dimension  in between what is revealed to the eye and what must be searched and discovered, creating a constant stumbling block in everyday life. Something that catches the attention, that shines brightly for a moment, then disappears and reappears again, like a flash.

My intervention, which is based on a precise historical fact, identifiable and time-dependable, aims to activate a process of imagination in the observer.
The intention is to build a path in a well-defined physical place that generates imaginative processes in the mind of the viewer, without imposing a single direction of reading but offering multiple of them.
An environmental intervention that designs a form in space and that relates to it by transforming its profile and perception.

The golden line I think of is made of points.
Each point symbolizes an unlived day in Anna's life, from the day of her death to today. Each point, a small golden hemisphere with a diameter of 4 cm, is the top of a wedge-shaped element that will be placed in the ground along the whole path. Day after day a moving and irregular constellation is forming along the mule track that connects Sant'Anna di Stazzema to Valdicastello.

Where:
In 1944 the only access roads to the village were some mule tracks: paths scattered in the bush, not easy to identify. They were paths used by the inhabitants of the village and by the refugees who had chosen S.Anna because of its geographical distance from the places of conflict, electing this cluster of houses attached to the coast of the mountain as a safe place.

On the night of 12 August 1944 four of these mule tracks were travelled by the 16th SS Reichsführer division. A rapid and unexpected raid led to the deaths of 560 civilians within a few hours.

 

How:

Those mule tracks were traversed by Nazi troops with a precise movement:

ascending (from bottom to top) of death.

A frostbite, an ice block = ice.

 

The monument will live on the opposite movement:

descending (from top to bottom). A melting, like the path followed by a river that brings life in its descent to the valley = water.

 

As if the ice brought that night was now able to melt and descend to the valley, transformed into a trickle of water that runs along that one road in an irregular way, finding its way through the folds of the path.

The monument will be generated by a warm current, a breath that will heat that ice until it melts. The monument will shine with golden points like stars.

Like a stream or a unique and continuous constellation made of points. A golden nebula dispersed in the forest floor, among the stones. Luminous flashes, landmarks like stars for the traveler.

When:

From the day of the massacre to the day of its inauguration, April 25, 2018, 26,919 days have passed.

A monument made of 26,919 points. A nebula that unravels for miles.

But the monument did not stop until April 25, 2018. A further 365 points will be planted each year, one for each day that has passed in the meantime. So the golden spot is growing thanks to all those who have already taken part in its generation. A way to give life again to the existence of Anna and all those who have accompanied her.

Anna - Monumento all'Attenzione is developing independently and within the workshop for students Anna and Anna, the value of freedom proposed by the Museo storico of Sant'Anna di Stazzema. The Second World War is told through the eyes of two distant but contiguous existences, Anne Frank and Anna Pardini, allowing the students of the workshop to contribute directly to the construction of Anna - Monumento all'Attenzione in order to create a visual diary.